Cosa
serve per aprire un agriturismo ?
Per aprire un agriturismo
occorre una premessa per spiegare cosa esattamente è un agriturismo: un
agriturismo è l'attività di un imprenditore
agricolo che offre ai turisti, nei propri fondi, vitto e
alloggio, utilizzando prodotti propri e organizzando talvolta
attività ricreative o culturali.
E' un imprenditore agricolo "Colui che esercita un'attività
diretta alla coltivazione del fondo, alla selvicoltura,
all'allevamento del bestiame e alle attività connesse" (art.
2135, I comma, del Codice civile).
L'articolo 2 della legge quadro sull'agriturismo 730/1985
definisce l'agriturismo come "ogni attività
di ricezione e ospitalità esercitata dagli imprenditori
agricoli [...] attraverso l'utilizzazione della propria
azienda in rapporto di connessione e complementarità
rispetto alle attività di coltivazione del fondo,
silvicoltura, allevamento del bestiame, che devono comunque
rimanere principali".
Ciò significa che la coltivazione
può essere indifferentemente portata avanti in proprio
o tramite personale dipendente, ma è comunque necessario
possedere terreni agricoli coltivati che forniscano un reddito
agricolo. Solo chi soddisfa tale condizione può assumere
la titolarità dell'impresa agrituristica, come persona
fisica, in società con altri o come cooperativa,
potendo poi avvalersi dei familiari come collaboratori o
assumere dipendenti.
L'attività agrituristica risulterà sempre
connessa e complementare a quella agricola, la quale dovrà
in ogni caso rimanere prevalente. Infatti, è proprio
l'attività agricola a fornire in massima parte i
prodotti impiegati per la ristorazione in agriturismo.
L'azienda
agricola
Per avviare l'attività di agriturismo
occorre quindi disporre di un'azienda agricola, in proprietà,
usufrutto, affitto, comodato, o per altro valido titolo.
Occorre inoltre che si tratti di un'azienda agricola in
esercizio; pertanto non è sufficiente, ad esempio,
essere proprietari di un fondo o di un casolare, ma occorre
che sul fondo sia effettivamente esercitata un'attività
di coltivazione, allevamento o silvicoltura. E' possibile,
però, in sede di predisposizione del piano aziendale
per l'avvio di una nuova iniziativa (ad esempio nel caso
dell'imprenditoria giovanile) prevedere l'avvio congiunto
delle attività, sia agrituristiche che di coltivazione,
allevamento o silvicoltura.
I fabbricati
Per quanto riguarda le strutture, possono
essere utilizzati come alloggi solamente i fabbricati rurali
già impiegati per l'attività agricola o come
abitazione dell'agricoltore che non abbiano più di
trenta posti letto, salvo qualche eccezione regolamentata
dalle leggi regionali. Nessun altro edificio è ammesso,
nemmeno se di proprietà dello stesso imprenditore
agricolo. In più, non sono possibili costruzioni
ex-novo, ma solo ristrutturazioni o recuperi.
La domanda
Per avviare l'attività agrituristica,
a livello legale, per l'imprenditore agricolo è obbligatorio
chiedere l'iscrizione all'Elenco regionale degli operatori
agrituristici presso la Commissione provinciale per l'agriturismo,
situata in ogni sede provinciale del Servizio Ispettorato
Funzioni Agricole (in modo che venga verificato che sussistano
le condizioni per l'avvio dell'attività). Alla domanda,
seguirà un sopralluogo da parte del funzionario regionale
che determinerà le giornate lavorative nel fondo,
sulla base delle quali assegnerà le giornate lavorative
in agriturismo, secondo la rispettiva percentuale di 51
e 49%.
Successivamente la normativa regionale prevede
che ogni agricoltore che voglia intraprendere l'attività
debba fare domanda al Sindaco del Comune dove è ubicato
il fondo agricolo nel quale si vuole esercitare l'attività
stessa. La domanda va accompagnata da una relazione che
indichi esattamente quali attività, tra quelle permesse,
si vuole svolgere; inoltre va presentata una documentazione
che attesti il titolo di possesso dei terreni interessati
all'attività; è richiesto infine copia dei
libretti sanitari degli operatori ed il parere della locale
Azienda Sanitaria su strutture e impianti dell'agriturismo
che si vuole realizzare. A seguito di quest'unica richiesta,
il Comune provvede quindi a valutare i requisiti soggettivi
di carattere penale del richiedente, nonché, attraverso
la conferenza dei servizi, i requisiti oggettivi (di principalità
e di complementarità) delle attività e quelli
igienico -sanitarie dei locali e la classifica da concedere
alla struttura recettiva.
Gli adempimenti necessari
In particolare, gli adempimenti e le autorizzazioni
necessarie per l'avvio di un'attività agrituristica,
sono i seguenti:
- Apertura della partita Iva.
- Conto fiscale.
- Iscrizione al Registro delle Imprese della Camera di Commercio.
- Iscrizione al registro regionale degli operatori agrituristici.
- Autorizzazione del sindaco per lo svolgimento dell'attività.
- I.n.p.s.
- I.n.a.i.l.
- Autorizzazione dei Vigili del Fuoco.
- Autorizzazione per l'installazione delle insegne e dei
cartelli segnaletici stradali.
- Libretto di idoneità sanitaria.
- Autorizzazione sanitaria per i locali.
- Tassa sui rifiuti.
- Iscrizione alle associazioni di categoria.
Tutto questo richiede tempo (circa un anno, tra l'iscrizione
all'albo e l'apertura dei locali) e denaro, la cui quantificazione
è assai variabile.
Le attività agrituristiche
Le attività agrituristiche che si
possono svolgere sono attività di ricezione e di
ospitalità esercitate attraverso l'utilizzazione
della propria azienda, in rapporto di connessione complementarità
- come detto precedentemente - con le attività di
coltivazione del fondo, allevamento del bestiame e silvicoltura
che devono rimanere principali.
Rientrano tra tali attività:
-
dare stagionalmente alloggio, per soggiorno, in appositi
locali aziendali a ciò adibiti (generalmente
le leggi regionali fissano ad un minimo di 60 giorni il
periodo obbligatorio di apertura degli agriturismo).
- ospitare stagionalmente, in spazi aperti,
turisti campeggiatori dotati di tende o altro mezzo di soggiorno
autonomo, con un massimo di 6 tende e 12 ospiti, per aziende
aventi una superficie di almeno 2 ettari e situate in zone
montane e svantaggiate; nelle zone diverse, l'ospitalità
in spazi aperti è consentita solo in quelle individuate
dai Comuni.
- organizzare a favore degli ospiti attività
didattiche, culturali e ricreative nell'ambito dell'azienda,
purché tipiche dell'ambiente rurale, ed in connessione
con le attività agricole aziendali;
- somministrare agli ospiti aziendali per
la consumazione sul posto, pasti, alimenti e bevande ivi
comprese quelle a carattere alcolico e superalcolico, nei
limiti e con le modalità della normativa vigente
in materia, costituiti prevalentemente da prodotti dell'azienda
o comunque da prodotti tipici regionali.
La legge Nazionale prevede tra le attività
agrituristiche anche quella di ristorazione, purché
ricavati prevalentemente da materie prime dell'azienda.
Sono in ogni caso consentiti la degustazione e l'assaggio
dei prodotti aziendali.
Norme
contabili e amministrative
Per quanto riguarda le norme
contabili ed amministrative, la contabilità dell'agriturismo va
separata da quella relativa alla produzione agricola, quindi
con un suo specifico registro dei corrispettivi giornalieri
e un registro delle fatture emesse. Oltretutto bisogna evidenziare
che l'attività agrituristica ha un regime IVA differenziato
(aliquota pari al 10%); per questo motivo, l'agricoltore
deve denunciare al competente Ufficio IVA l'inizio attività agrituristica.
All'interno della struttura agrituristica
è obbligatoria l'esposizione al pubblico del menù,
e tutti gli esercizi agrituristici devono comunicare annualmente,
al Comune, le tariffe praticate.
Dal punto di vista reddituale va ricordato
che, per le aziende individuali, ai sensi della Legge 415/1991
l'agriturismo determina forfetariamente il reddito imponibile
ai fini IRPEF e ILOR in misura del 25% del giro d'affari
al netto di IVA. Anche il calcolo dell'IVA da versare all'erario
avviene su base forfetaria, nella misura del 50% dell'IVA
complessivamente incassata, fatto salvo chi opera in contabilità
ordinaria che porterà in detrazione tutta l'IVA sugli
acquisti per agriturismo e dovrà versare tutta l'IVA
dei ricavi agrituristici.
Altro adempimento amministrativo importante
è l'obbligo di comunicare i nominativi delle persone
ospitate alla locale autorità di pubblica sicurezza.
L'agricoltore che vende i propri prodotti
non ha necessità di specifica licenza di commercio;
ci si avvale della legge 59/1963. L'operatore agrituristico,
infatti, anche se non ha fatto domanda di autorizzazione
alla vendita, con la stessa richiesta di autorizzazione
all'esercizio di agriturismo può ottenere anche il
permesso di effettuare in azienda la vendita diretta dei
propri prodotti.
Le leggi nazionali
Ricordando
che occorre verificare quale tipo di regolamento sia stato
emanato da ogni singola regione (in quanto spesso le regioni
dispongono interventi atti ad incentivare l'avvio dell'attività agrituristica),
le norme nazionali a cui si può fare riferimento
sono le seguenti:
Leggi:
- Legge 11 febbraio 1992, n.157, Nuova legge
sulla caccia, che prevede "aziende agri-turistico-venatorie
a fini di impresa agricola";
- Legge 30 dicembre 1991, n.415, art.5, Regime fiscale;
- Legge 5 dicembre 1985, n.730, Disciplina dell'agriturismo;
- Legge 8 agosto 1985, n.431, Disposizioni urgenti per la
tutela delle zone di particolare interesse ambientale;
- Legge 17 maggio 1983, n.217, Legge quadro sul turismo;
- Regolamento 26 marzo 1980, n.327, Regolamento di esecuzione
T.U. Igiene e Sanità;
- Legge 28 gennaio 1977, n.10, Norme per la edificabilità
dei suoli, c.d..legge "Bucalossi", e successive
modifiche e integrazioni;
- Legge 9 febbraio 1963, n.59, Vendita diretta dei prodotti
agricoli;
- Legge 30 aprile 1962, n.283, T.U. in materia di Igiene
e Sanità,
Circolari applicative:
- Circolare M.A.F 23 aprile 1993,
n.10382, che risponde ad alcuni quesiti e fornisce alcune
precisazioni su problematiche manifestatesi nei primi anni
di applicazione della legge.
- Circolare del Ministero dell'Industria e Commercio, 11
aprile 1984, n.190884, che esclude l'obbligo degli imprenditori
agricoli che esercitano attività agrituristiche di
iscriversi alla speciale sezione della C.C.I.A.A. per gli
imprenditori turistici prevista della legge-quadro sul turismo;
- Circolare Ministero delle Finanze - Direzione generale
delle tasse e delle imposte dirette sugli affari, 23 dicembre
1992, n.76, che fornisce chiarimenti sul regime fiscale
applicabile;
- Circolare M.A.F., 27 giugno 1986, n.10, che chiarisce
i presupposti soggettivi ed oggettivi per lo svolgimento
di attività agrituristiche;
Infine... Impegnarsi
!
La gestione di un'attività ricettiva
- sia essa un casa vacanze, agriturismo un residence ecc.
, prevede una serie di impegni che assorbono molte energie
in termini di risorse umane.
Occuparsi di tutto in prima persona può essere gravoso
e a volte antieconomico.
E' importante la tempestività.
Una risposta mancata o tardiva può dare un'immagine
dequalificante della struttura e far perdere delle occasioni
di lavoro. E' quindi importante predisporre un servizio
rapido di risposta alle richieste.
Queste attività possono essere delegate all'esterno
dell'azienda.
Centro prenotazioni: prenotazioni, conferme, voucher, gestione
caparre Informazioni, e tutto quanto necessario alla definizione
delle pratiche.
Realizzazione e promozione di siti,
depliants, cartoline, gadgets, servizi fotografici, etichette
sui prodotti, biglietti da visita, riprese aeree e quant'altro.
Predisposizione pratiche per finanziamenti agevolati
Attività di promozione e commercializzazione tramite
la partecipazione a manifestazioni fieristiche, newsletter,
contatti con le redazioni giornalistiche.
Contratti con i con i tour operators
Organizzazione di eventi, coordinamento di servizi: degustazioni,
visite guidate, eventi culturali, serate musicali, meeting,
catering.
|